3. Urbanistica, Sviluppo e Rigenerazione Urbana – il programma per il Municipio VI di QUINTILLI – DEL GUERRA

3. Urbanistica, Sviluppo e Rigenerazione Urbana - il programma per il Municipio VI di QUINTILLI - DEL GUERRA

Il territorio del Municipio VI è stato oggetto dagli anni ‘60 di profonde trasformazioni urbanistiche, condizionando e compromettendone lo sviluppo urbanistico. Dall’espansione edilizia ex abusiva regolamentata con l’approvazione dei primi piani di recupero delle zone ex abusive (le cosiddette Zone O, oggi decadute) si è passati all’attuazione dei piani di iniziativa pubblica (Piani di Edilizia Economica e Popolare) che hanno determinato gli interventi delle Torri e edifici in linea di Tor Bella Monaca (di proprietà Comune di Roma e ATER), ai Programmi di Recupero Urbano Art. 11 Legge 493/93 (in particolare proposta n.1 Tor Bella Monaca – Città Parco), alle nuove previsioni di insediamento di Piani di Zona “167” di completamento del secondo PEEP, ai Programmi Urbanistici di localizzazione delle Compensazioni Edificatorie e in particolare alla manovra Urbanistica di approvazione dei nuovi “Piani Particolareggiati di Recupero urbanistico dei nuclei ex abusivi” (i cosiddetti Toponimi).

Nel nostro Municipio, i Toponimi riguardano 5 ambiti. Questi processi, purtroppo, non sono stati gestiti in modo coordinato dalle ultime Amministrazioni e pertanto oggi evidenziano tutte le loro carenze, in particolare per ciò che riguarda la realizzazione delle opere pubbliche originariamente previste e della più funzionale scelta dei servizi pubblici più idonei al territorio e alle esigenze dei cittadini da insediare. Per rimettere ordine a questo sistema non coordinato di sviluppo urbanistico si dovrà necessariamente procedere all’Attivazione di una importante manovra urbanistica di “Rigenerazione Urbana” che coinvolga tutto il patrimonio edilizio del territorio municipale e metta in coordinamento tutti i piani attuativi (Toponimi, Print, Zone O, art. 11, APPD, Piani di Zona).

Le risorse che saranno previste nel piano di “Rigenerazione Urbana” potrebbero investire il nostro municipio con importanti opere infrastrutturali e servizi pubblici fondamentali per lo sviluppo del territorio, senza considerare l’aspetto economico indotto dalla realizzazione degli interventi privati previsti. Purtroppo, i lunghi tempi di attuazione delle procedure amministrative legate ad una infelice gestione della programmazione delle varie fasi attuative da parte degli assessorati competenti, hanno determinato e determineranno ancora, purtroppo, un incalcolabile danno economico e sociale per la nostra città.

Per gestire i programmi urbanistici complessi di cui abbiamo indiscutibilmente bisogno occorre dotarsi prima di tutto di una macchina amministrativa all’altezza degli obiettivi. Pertanto, invece di impoverire gli uffici Comunali di risorse umane specializzate occorrerebbe, altrimenti, potenziare ed incentivare il personale in carico, con l’obiettivo di dotarsi di una struttura competitiva con gli obiettivi ed in grado di produrre risultati di eccellenza sia in termini di lavoro svolto che di qualità dello stesso.

L’obiettivo primario è investire sull’organizzazione degli uffici amministrativi, anche utilizzando parte degli oneri straordinari previsti nei programmi urbanistici ed eventualmente implementando gli stessi. Fondamentale sarà il ruolo di Municipi ai quali dovrà essere affidato il compito di coordinare sul territorio tutti gli interventi previsti in stretta collaborazione con i Dipartimenti di Roma Capitale.

Migliorare ed aumentare l’efficienza dell’Amministrazione Comunale significa indubbiamente aumentare le aspettative di sviluppo, capacità economica, qualità della vita dei nostri quartieri ed in particolare delle nostre periferie. Per dare una speranza di sviluppo al nostro territorio occorre intervenire sui tempi di realizzazione dei programmi urbanistici e sulla qualità degli stessi.

L’esperienza dei Piani Particolareggiati delle zone “O” ha denunciato in modo inconfutabile che la manovra di recupero delle aree ex abusive è inevitabilmente fallita, sia per i lunghi tempi di approvazione dei Piani stessi che per la rigidità della progettazione urbanistica, che non prevede, suo malgrado (vista la poca flessibilità della logica delle perimetrazioni delle zone abusive secondo la L.R. 28/80) la localizzazione di aree e spazi pubblici di dimensioni e qualità tali da risultare luoghi centrali per il quartiere stesso, caratterizzati dalla presenza di servizi pubblici e privati sufficienti ad assolvere le necessità e le richieste della Comunità che vi risiede. I nostri quartieri devono diventare delle piccole città con i propri spazi e servizi pubblici che identificano e valorizzino il quartiere stesso.

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